Cambio al vertice in Cramars: Marcoccio alla presidenza

Stefania Marcoccio è la nuova presidente della cooperativa Cramars di Tolmezzo. Mamma quarantaseienne, laureata in economia e commercio e co-fondatrice della cooperativa con Vanni Treu, 21 anni fa, oggi occupa il vertice e conta di dare nuove prospettive alla cooperativa per farla crescere ancora di più, continuando a garantire l’occupazione.

Come si è arrivati a questo cambio importante al vertice?

“Dopo 21 anni di vicepresidenza era arrivato il momento di dare una svolta. Un cambiamento concordato con l’intera squadra, conseguenza naturale per dare continuità, ma anche rinnovamento per essere meglio preparati ad affrontare le nuove sfide. Un avvicendamento necessario, sostanzialmente, per due motivi. Da un lato era utile dare concretamente un segnale ai più giovani dipendenti di Cramars, quelli che saranno il futuro della cooperazione, che cambiare è possibile. Abbiamo voluto trasmettere il messaggio che  tutto può essere modificato perchè è necessario evolvere. Dall’altro, il cambio al vertice permette di liberare energie su nuovi progetti e di ampliare le possibilità della nostra realtà”.

Ci saranno dei cambiamenti nella Sua presidenza?

“Ognuno ha il suo stile e il suo modo di portare avanti gli obiettivi, credo sarà normale vedere delle differenze. Io mi sto già interrogando sugli sviluppi di Cramars. La cooperativa oggi è un ente di formazione ma  confido possa fare anche altro,  confido si possa dare un più ampio posizionamento di Cramars anche guardando con attenzione a ciò che può mettere in campo per il territorio montano. La mia presidenza è certamente un avvicendamento delle persone più rappresentative della cooperativa ma è anche un’evoluzione della politica aziendale”.

Raggiungere il vertice, soprattutto per una donna che lavora in montagna, è un segnale forte

“Certo ed è un bel segnale in un territorio dove permangono delle resistenze. Mi piace tuttavia ricordare che nel 1997, anno in cui fu fondata Cramars,  il primo progetto è stato dedicato alle pari opportunità quindi abbiamo sempre avuto una sensibilità verso le politiche di genere che io per prima porto avanti da sempre e che fanno pare del mio bagaglio professionale all’interno della cooperativa. Mi sono occupata di progettazione formativa e di progetti di politiche di genere, dunque, l’attenzione a questi temi non mancherà, anzi sono certa che potrà solo che aumentare”.

Un ruolo importnate e di responsabilità, che cosa La preoccupa maggiormente?

“Sento molto la responsabilità di garantire l’occupazione ai 12 dipendenti della cooperativa. E’ forse questa l’aspetto a cui tengo di più”.

Un auspicio?

“L’augurio che faccio alla cooperativa è quello di riuscire ad essere un punto di riferimento di qualità sul territorio per le persone ma anche per il tessuto amministrativo che va evolvendosi. Essere un riferimento per la formazione, per il sociale ma anche per la pubblica amministrazione, ad esempio, sui temi dello sviluppo locale e dell’innovazione. Sempre più vogliamo radicarci in quest’area ed essere con e per la montagna nel senso più ampio del termine. In quest’ottica vorrei integrare, accanto alle attività tradizionali, nuovi progetti capaci di rispondere alle esigenze del territorio e garantire l’occupazione ai nostri soci lavoratori”.

 

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