Camera, approvata in commissione Cultura la risoluzione unitaria sulle misure di sostegno della cultura e dello spettacolo

Occorre ripensare secondo nuove prospettive la realtà che ci si propone, aggiornando in tempo reale i percorsi, mantenendo unità di intenti dentro le diverse filiere, utilizzando strumenti già collaudati e già a disposizione, sia a livello italiano, sia nell’utilizzo dei fondi europei, da indirizzare secondo i nuovi bisogni e favorendo le nuove professionalità che emergono. È questo l’obiettivo generale contenuto nella risoluzione unitaria (8-00073), approvata martedì 5 maggio all’unanimità in commissione Cultura alla Camera, con cui si impegna il governo a una serie di azioni a sostegno del comparto della cultura e dello spettacolo che, per via delle misure restrittive imposte dall’emergenza Covid-19, “affronta una gravissima crisi che ne mette in forse la sopravvivenza”. Il presidente della VII commissione, Luigi Gallo (M5S), ha ricordato come l’atto approvato sia il risultato di una sintesi delle risoluzioni 7-00439 di Michele Nitti (Misto), 7-00441 di Federico Mollicone (FdI), 7-00447 di Flavia Piccoli Nardelli (PD), 7-00448 di Paolo Lattanzio (M5S), 7-00453 di Gabriele Toccafondi (IV), 7-00456 di Luigi Casciello (FI), 7-00458 di Alessandro Fusacchia (Misto-+Europa), discusse nell’ambito dell’ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, concentrandosi su aree tematiche e cominciando dal settore cultura e spettacolo, per poi trattare gli altri settori.

“Oggi all’improvviso il sistema culturale italiano affronta una gravissima crisi che ne mette in forse la sopravvivenza – si legge nell’atto – facendo scoprire le anomalie e le incongruenze che gli sono proprie e costringendo a prendere atto che, così come lo abbiamo strutturato negli anni, rischia di non reggere più”. In questo senso, continua il testo, “appare chiaro il bisogno di pensare a una nuova governance del mondo della cultura che preveda una visione più ampia e non tarata su comparti separati e blindati, e che coinvolga attivamente e valorizzi tutto il territorio, le comunità grandi e piccole, le cittadine ed i cittadini”. Un approccio del genere si rende necessario soprattutto alla luce delle ingenti perdite economiche che sta subendo il settore nel suo complesso: ad esempio, secondo i dati del Network of European Museum Organizations (NEMO), risultato di un’indagine europea – la prima – sull’impatto del Covid-19 sui luoghi della cultura in Europa, le perdite in termini di reddito sarebbero altissime, in alcuni casi fino al 75-80 per cento a settimana. Per un’analisi del problema bisogna sì avere una visione complessiva, ma che tenga conto del fatto che i diversi ambiti culturali non possiedono le medesime possibilità di resilienza e riconversione: per questo, si legge, il punto di partenza per la definizione di una strategia a sostegno della cultura prevede un ripensamento della natura dei fondi e del reperimento delle risorse economiche, dove la struttura pubblica abbia ancora un ruolo centrale ma in cui sia lasciato più spazio alle forme di partenariato pubblico-privato, ed in cui siano meglio utilizzati i finanziamenti europei.

In merito, al governo sono chiesti alcuni impegni: in primo luogo, si chiede di proseguire nella consultazione di esperti, coinvolgendo gli attori dell’intera filiera dell’industria culturale e dello spettacolo per elaborare proposte utili ad affrontare le diverse fasi dell’emergenza; a livello nazionale, di promuovere e valorizzare “l’impatto virtuoso dell’ecosistema culturale”, anche tramite la promozione di campagne mediatiche, sempre tenendo conto delle differenze fra le diverse aree del Paese e adottando iniziative per sostenere con interventi mirati le attività culturali diffuse sul territorio; in sede europea, di spingere il più possibile per incrementare i finanziamenti riservati alla cultura nei quadri finanziari pluriennali dell’Ue. Ancora, al governo si chiede di incrementare l’entità dei finanziamenti destinati al settore dello spettacolo, del cinema e dell’audiovisivo, anche a valere sul Fondo emergenze, ma anche di valutare la possibilità di realizzare un Fondo nazionale per la cultura, sul quale convogliare investimenti pubblici e anche attraverso il coinvolgimento dei principali attori del sistema produttivo e creditizio italiano. Per garantire la liquidità necessaria al settore, inoltre, si chiede di dare vita a un’azione di “mecenatismo diffuso e partecipato“, realizzato anche attraverso sistemi di micro-finanziamento. A sostegno delle imprese culturali e creative, nell’atto si chiede non solo di prevedere nuove risorse, utili a favorire la creazione di una rete di distribuzione di prodotti culturali, ma anche di consentire alle stazioni appaltanti di concordare la temporanea modifica dei contratti pubblici in corso tra gli Enti locali e le imprese che non possono effettuare le proprie prestazioni a causa dell’emergenza sanitaria.

Fra le richieste per i lavoratori del settore: un rafforzamento delle misure di sostegno al reddito per tutte le categorie di lavoratori dello spettacolo e della cultura, con particolare riferimento ai lavoratori intermittenti e compresi i lavoratori autonomi; nuove misure a copertura di categorie del settore escluse dal sostegno al reddito; il prolungamento dei termini di sospensione degli adempimenti tributari e contributivi; misure fiscali di sostegno e di agevolazione per i canoni di locazione degli immobili destinati allo spettacolo, al cinema, musei, gallerie d’arte, pinacoteche e dimore storiche; l’estensione della validità dei voucher a diciotto mesi dall’emissione.

Per il settore dello spettacolo, si chiede: per gli enti finanziati dal FUS e in generale per tutti gli enti dello spettacolo dal vivo, la predisposizione di iniziative in vista della ripresa delle attività dei prossimi mesi, nonché la possibilità di provare gli spettacoli della prossima stagione; a possibilità di incentivare già nel 2020 le produzioni teatrali estive compatibili con il rispetto delle norme anti Covid-19. Per i concerti, oltre ad un confronto con gli organi tecnici per stabilire le indicazioni sugli strumenti di controllo e di prevenzione, si chiede di sostenere tutte le figure professionali del comparto degli eventi dal vivo – produttori, editori, promoter, organizzatori di festival, club e discoteche. Ancora, si chiede di prevedere forme di tutela delle opere prodotte in formato digitaleda imprese culturali durante il periodo di applicazione delle misure restrittive, di prevedere forme di sostegno economico all’intera filiera del libro, magari ampliando ulteriormente i fondi destinati a finanziare la “18App“, di assicurare la tempestiva erogazione delle risorse previste dalla legge sul cinema e l’audiovisivo. Più in generale, si chiede di promuovere nuove forme di collaborazione tra il ministero per i Beni e culturali e il ministero dell’Istruzione, per favorire nuove aggregazioni di scuole legate a realtà culturali come musei, biblioteche, archivi, enti culturali, per dare vita a forme di didattica integrata e innovativa, anche attraverso progetti di digitalizzazione dei musei e dei siti archeologici, e di programmare iniziative formative per gli studenti, anche con il coinvolgimento dei privati operanti nel settore, e di supportare la ripresa delle attività didattiche delle scuole.