Ciao Daniele

Già presidente della cooperativa Celsa e già direttore di Legacoop Fvg, Daniele Casotto è stato da sempre uomo della cooperazione, una persona speciale con valori solidi, capacità professionali e umane ampiamente riconosciute. Ci ha lasciati a fine gennaio e abbiamo scelto di ricordarlo solo attraverso alcune voci ma sappiamo che sono molte le persone che avrebbero volentieri ricordato Daniele con affetto.

“Daniele ha iniziato i primi passi professionali entrando a far parte, come tecnico, del Consorzio cooperativo di abitazione a Trieste nel quale ha saputo distinguersi, fin da subito, per professionalità e lungimiranza – indica Lucio Tolloi, già vicepresidente di Legacoop Fvg e già presidente di Coop Consumatori Fvg -. Ha lavorato nelle cooperative di produzione lavoro prima come presidente della cooperativa di Nogaredo poi nelle cooperative di Consumo (cooperativa di consumatori Friuli e Nordest) fino a diventare direttore di Legacoop Fvg e presidente della cooperativa Celsa. E’ nato e cresciuto nel movimento cooperativo – aggiunge – ed è diventato un grande dirigente del movimento cooperativo. Ha sempre avuto grandi idee innovative ed è sempre stato convinto che la cooperazione dovesse guardare oltre ai confini della nostra regione. Era un cooperatore aperto ai confronti, un fautore della crescita e, in quest’ottica, si è impegnato molto a favore delle unificazioni fra cooperative. Daniele era un grande combattente con coraggio e con coerenza, saldo sui suoi valori”.

“Lo ricordo per le sue doti umane – commenta il presidente di Legacoop Fvg, Enzo Gasparutti – oltre che per le sue capacità organizzative e per l’abilità di intraprendere sempre nuove sfide. Era un cooperatore di grande spessore, leale e sincero. Il suo esempio ci farà da guida, il suo ricordo resterà nei nostri cuori”.

Gigi Bettoli lo ricorda a partire da quando Daniele era geometra della Cooperativa di Lavoro di Roveredo in Piano, direttore del cantiere per la ristrutturazione post-terremoto della Casa del Popolo di Torre di Pordenone sottratta alla decadenza da un gruppo di giovani che l’avevano occupata alla fine degli anni ’70 per impedirne la distruzione, consegnandola ad un rinnovato ed esperto consiglio di amministrazione, che si assunse l’oneroso – ma ricompensato dal successo – compito di rimettere l’edificio a disposizione del quartiere. Coniugando, come è sempre nella cooperazione “vera”, l’autorganizzazione sociale giovanile, il volontariato dei soci della Casa del Popolo ed il lavoro professionale dei cooperatori.

“Oggi la Cooperativa di Lavoro per cui lavorò Daniele non esiste più, almeno legalmente, – riferisce Bettoli -ma l’edificio della sua grande sede è ancora lì, divenuto sede della Cooperativa Sociale “Noncello”, anch’esso a ricordarci un importante passato di persone: muratori, falegnami e tecnici. Non a caso l’ultimo lavoro di Daniele è stata la direzione della cooperativa edile Celsa, impegnata tra le tante sue opere nella costruzione di alloggi di housing sociale; proprio lui è stato uno dei promotori del consorzio regionale dedicato alla promozione di nuovi alloggi per le classi medio-basse, sapendo coniugare una antica vocazione della cooperazione di abitazione, forte innanzitutto nella sua Aquileia, con il pensiero sociale cristiano di imprenditori responsabili ed imprese sociali. Nelle sue successive esperienze cooperative, come pure nel breve periodo di direzione di Legacoop Fvg, Daniele ha sempre insistito sul “fare squadra” tra cooperative, sul mutualismo reciproco, sul dialogo tra culture. E’ stato tra i primi dirigenti della cooperazione “tradizionale” ad insistere con convinzione sul legame possibile tra questa e la nuova cooperazione sociale”.