Ciclo di incontri per fornire strumenti per redigere il modello organizzativo

E’ stato avviato lo scorso 18 maggio, nella sede di Legacoop FVG a Udine, un percorso di formazione tenuto dall’avvocato Stefano Fruttarolo, che prevede dieci incontri di approfondimento sul modello organizzativo per la prevenzione dei reati ex decreto legislativo 231/2001.

Il primo ciclo gratuito di incontri in aula, che si concluderà il 20 luglio prossimo e a cui è prevista una seconda edizione, è stato proposto dalla commissione Responsabilità sociale d’impresa (Rsi) di Legacoop FVG per affrontare l’argomento con un taglio pratico ed applicativo. L’ultimo incontro di studio sul tema, svolto a novembre, aveva posto attenzione, infatti, agli elementi più strettamente tecnico e legali della norma, toccando diversi aspetti fra i quali il vero e proprio modello di organizzazione e gestione ex D.Lgs.  231/2001, la particolarità delle cooperative sociali, della governance e del sistema dei controlli interni. Da qui la necessità, secondo la Commissione di scandagliare l’argomento in modo più concreto, pratico ed applicativo.

L’obiettivo è quello di fornire gli strumenti per redigere una bozza di modello organizzativo snello e personalizzato, specifico per le cooperative partecipanti, a partire dalla mappatura dei processi sensibili dove emerge il rischio di commissione dei reati presupposto.

Il tema identificato e proposto dalla commissione Rsi è stato ritenuto non solo un argomento attuale e di grande interesse ma anche e soprattutto un’opportunità di crescita degli strumenti di conoscenza e gestione imprenditoriale per gestire al meglio le grandi sfide che le aziende stanno affrontando.

I contenuti del corso, diviso in quattro fasi, prevedono una parte generale con l’illustrazione del D.Lgs 231/2001 e del progetto nel suo insieme, una parte preliminare con l’individuazione delle attività e dei processi sensibili e la mappatura dei rischi di commissione di reato – Risk assessment, l’individuazione dei protocolli di prevenzione e dei controlli per il presidio del rischio già presenti in azienda e delle carenze del sistema di controllo esistente – Gap Analysis e i flussi informativi. Seguiranno poi una parte documentale con la progettazione e l’implementazione di sistemi propedeutici alla prevenzione dei reati 231, la bozza di codice etico e di sistema disciplinare, la
 bozza del modello di organizzazione, gestione e controllo e la sua personalizzazione. Infine una parte conclusiva che approfondirà l’organismo di vigilanza,
 la diffusione (informazione e formazione dei lavoratori), il monitoraggio e l’audit del Modello 231 (controllo e aggiornamento continuo).

 

 

 

 

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