Garanzia a fondo perduto, dal Viminale il nuovo protocollo semplificato per le certificazioni antimafia: per le erogazioni sotto i 150mila euro previsti solo controlli a campione

Nessun nuovo accertamento antimafia nel caso in cui l’operatore economico risulti iscritto alle White List, ovvero all’Anagrafe antimafia degli esecutori predisposta per gli interventi di ricostruzione post sisma in centro Italia: è quanto previsto dal protocollo d’intesa inviato dal Viminale ai prefetti, e sottoscritto lo scorso 8 giugno dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, e dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini. Si tratta del documento necessario per l’adozione delle misure di prevenzione amministrativa antimafia nei confronti dei beneficiari del contributo a fondo perduto previsto dal decreto Rilancio, semplificato nelle sue procedure per assicurare una maggiore velocità nell’erogazione delle risorse e, allo stesso tempo, per continuare a garantire le condizioni di legalità nell’utilizzo del denaro pubblico. Lo stesso protocollo disciplina le modalità di consultazione della Banca dati nazionale unica antimafia da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Due le procedure individuate a seconda dell’importo del contributo:

per le erogazioni fino a 150mila euro, l’Agenzia delle Entrate procederà alla comunicazione antimafia per un campione delle istanze ricevute, e il contributo sarà comunque erogato sotto condizione risolutiva legata all’esito degli accertamenti;
per le erogazioni superiori a 150mila euro, l’Agenzia delle Entrate è tenuta ad acquisire l’autocertificazione e poi a procedere all’assegnazione del contributo richiesto in via d’urgenza, sotto condizione risolutiva.