Gasparutti: Legacoop FVG pronta all’ACI

Realizzare l’Aci in Friuli Venezia Giulia senza indugio è stata la sintesi dell’articolato discorso che il presidente di Legacoop FVG, Enzo Gasparutti, ha tenuto al congresso regionale di Confcooperative.

“L’Aci – ha affermato – rappresenta per la cooperazione un momento significativo e storico che può consentire alle cooperative dei diversi settori di affrontare, senza condizionamenti ideologici, quei progetti di filiera o di reti d’impresa intersettoriali con la soddisfazione di tutti. Le imprese cooperative – grandi, medie e piccole – devono essere le vere protagoniste del progetto dell’Alleanza e in tale direzione io spero si indirizzino”.

Gasparutti ha auspicato che non si dilazionino i tempi per rendere concreto questo importante e storico processo di innovazione, espressione della necessità di avere un soggetto nuovo frutto di una cooperazione rinnovata capace di dare prospettive e futuro all’impresa cooperativa.

“Da tempo – ha aggiunto – le tre centrali cooperative a livello nazionale hanno definito il 1 gennaio 2017 come data per iniziare concretamente il processo di nascita di un’unica centrale cooperativa nel nostro Paese. E, in questa regione – ha detto – Legacoop FVG è pronta al confronto, purché sia costruttivo, franco e partecipato”.

Ha sottolineato come l’Alleanza delle Cooperative Friulgiuliane dovrà essere il frutto di un percorso unitario su cui rendere più agevoli i percorsi di sviluppo delle cooperative aderenti indipendentemente dalla dimensione aziendale o dal settore di appartenenza.

E ha evidenziato l’importanza dell’identità e dei valori della cooperazione che trova espressione nei 7 principi dell’Alleanza della Cooperazione Internazionale che vanno declinati nella vita quotidiana.

“Stiamo vivendo l’epoca della globalizzazione dei mercati, dell’internazionalizzazione delle imprese, della cosiddetta rivoluzione tecnologica e digitale che ha portato l’emergere della società dell’informazione – ha spiegato – e la cooperazione deve fare i conti con questa società attuale, con questo mondo in forte cambiamento, con questo modo moderno di fare impresa. Non è per niente facile, ce ne rendiamo conto tutti, ma è con tutto questo che dobbiamo fare i conti. Non possiamo prescindere da una progettualità settoriale e/o di valorizzazione delle filiere e di costruzione di reti anche in termini di sistema. Ed è proprio a livello settoriale che vanno valorizzate le esperienze unitarie come ad esempio quello delle cooperative sociali, ma la visione, non dimentichiamoci, per forza di cose deve essere generale e lo sforzo da parte di tutti deve andare verso una progettualità cooperativa moderna, innovativa e tecnologicamente avanzata ed è su questo che dovremo insieme confrontarci e lavorare. Dovremo sviluppare politiche di filiere, di reti d’impresa e, se del caso, anche di aggregazioni di cooperative, per realizzare imprese in grado di competere nel mercato”.

Ma Gasparutti ha voluto ribadire che bisogna partire dal superamento delle resistenze di tipo ideologico e confessionale che sono state legittime nel passato e continueranno ad esserlo sul piano individuale, ma che non possono trovare spazio ed essere messe in competizione nel momento in cui si costruisce una nuova associazione con tutte le cooperative italiane.

“In questo processo evolutivo, ognuno di noi ha il diritto di conservare le proprie idealità specifiche – ha affermato – ma in quanto cooperatori e ispirati ai principi costitutivi dell’impresa cooperativa, abbiamo il dovere di contaminarci e di farci contaminare, di amalgamarci piuttosto che distinguerci, e di pensare che le nuove generazioni possano avere una prospettiva in più nell’unità piuttosto che nelle divisioni.”

La cooperazione si presenta agli snodi della vita politica ed economica italiana, secondo il presidente, con numeri significativi, con imprese che credono nei valori fondanti di partecipazione, di solidarietà, mutualità, di tutela del lavoro e della dignità delle persone: “valori e numeri che hanno costruito un patrimonio reputazionale e morale che è la nostra riserva legale più importante, che non va dispersa e che dovrebbe aiutarci ad arrivare tutti insieme a traguardare questo importante obiettivo dell’Aci fatto da cooperatori per i cooperatori e non solo, anche per il nostro Paese” ha concluso.

 

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