Giornata di confronto sul tema del passaggio generazionale all’interno del mondo cooperativo

Legacoop FVG e l’Azienda speciale impresa e territorio della CCIAA di Udine hanno promosso una giornata di confronto sul tema del passaggio generazionale all’interno del mondo cooperativo.

L’incontro che ha preso spunto dal “Progetto Imprenderò” – finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia nell’ambito del Programma operativo regionale del Fondo sociale europeo (“Un investimento per il futuro”) rientrante nel Piano di azione e coesione (Pac) Garanzia giovani – ha affrontato alcuni dei principali temi legati ai processi di passaggio generazionale e trasmissione d’impresa che, soprattutto in questa delicata fase storica, trovano un minimo comune denominatore nella necessità di rafforzare e implementare le dimensioni produttive, organizzative e finanziarie dell’impresa cooperativa.

Mutualità, intergenerazionalità e ruolo del socio lavoratore sono stati gli argomenti al centro del seminario che si è tenuto presso la sede di Udine di Legacoop Fvg

L’incontro è stato condotto da Alessandra Gruppi, esperta di sviluppo d’impresa e progetti di business marketing territoriale e cooperativo e da Stefano Fruttarolo, esperto in materia di diritto del lavoro e diritto societario che ha trattato, nello specifico, la rappresentazione del concetto di mutualità tra imprese cooperative ossia come le grandi imprese cooperative possono “salvare” le piccole realtà in situazione di crisi.

Durante la giornata sono stati approfonditi i temi della crisi dell’impresa cooperativa e del passaggio generazionale, due argomenti di grande attualità su cui i docenti hanno gettato luce sia da un punto di vista giuridico sia da quello della gestione aziendale.

 

Fra le molte riflessioni anche quella sulla necessità di identificare, nei momenti di crisi, i punti di forza e di debolezza dell’impresa, e in particolare bisogna capire se ci si trova di fronte a una crisi di governance o a una crisi di business.

 

Sono stati, inoltre, definiti con maggior precisione gli strumenti giuridici attualmente a disposizione delle cooperative per affrontare i momenti di crisi. Un buon metodo può essere quello di farsi aiutare dall’esterno: le cooperative possono affidare momentaneamente le decisioni più importanti a un temporary manager o a un team di persone con competenze trasversali (team assistance). Una possibile alternativa è quella dell’adozione di un piano di crisi, cioè una richiesta approvata dai soci in cui essi accettano di lavorare di più senza ulteriore retribuzione; se invece il problema è proprio la scarsità del lavoro da svolgere, il piano di crisi diventa uno strumento inutile, e si preferisce la cassa integrazione.

Attualmente uno degli strumenti più utilizzati per gestire la crisi è quello della circolazione dell’azienda, cioè la sua commercializzazione, la possibilità di venderla del tutto o in parte (trasferimento di location, clienti, crediti, debiti). Un altro modo per affrontare la crisi è quello dell’aggregazione fra cooperative, ben diverso rispetto alla vecchia incorporazione, e molto utile quando si tratta di piccole cooperative con pochi clienti. L’ultima alternativa prima del fallimento è il concordato: la cooperativa è obbligata a presentare un piano di liquidazione ai suoi creditori, che cerchi di dimostrare che l’imprenditore è in grado di liquidare la propria impresa meglio di un esterno; se il piano viene approvato, l’impresa è messa al riparo da qualsiasi iniziativa di terzi.

Se nessuno di questi strumenti ha successo, l’unica soluzione è la liquidazione coatta amministrativa, la cui procedura è molto simile a quella fallimentare, con la differenza che si svolge al di fuori dell’ambiente giurisdizionale. È una procedura molto criticata e spesso molto inefficiente, e di solito si cerca di evitarla preferendo salvare la parte buona che l’impresa ha ancora dentro di sé.

 

Il seminario ha evidenziato come, gli strumenti per uscire dalla crisi ci sono e come sia possibile, altresì, affrontare un passaggio generazionale in una situazione critica. Fondamentale è avere chiarezza sulla situazione dell’impresa e del mercato; bisogna capire e valorizzare il passato per poter formulare una strategia per il futuro che rappresenti una evoluzione infine, è stato detto, è necessario definire un piano di sviluppo efficace ed efficiente, avvalendosi degli strumenti di pianificazione e controllo e di risorse umane motivate e preparate.

 

 

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