Indagini Ires Fvg sul secondo trimestre 2020. Occupazione: persi 7mila lavoratori, export -26,7%  

Diminuisce il numero di occupati, in Friuli Venezia Giulia nel secondo trimestre del 2020 il numero di occupati si è attestato a 506.800, 7.000 unità in meno rispetto al trimestre precedente e quasi 12.000 in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Come era prevedibile tale dinamica è stata fortemente influenzata dall’emergenza sanitaria, che ha interessato in particolare il periodo compreso tra marzo e maggio di quest’anno. Lo rende noto il ricercatore dell’Ires Fvg Alessandro Russo che ha rielaborato dati Istat.
Nel confronto tra primo e secondo trimestre dell’anno si può osservare che il calo ha interessato solo la componente femminile (-7.800 unità), mentre quella maschile mostra una sostanziale stabilità (+900). In effetti il settore dei servizi, dove le lavoratrici donne costituiscono la maggioranza, è stato fortemente colpito e si possono ricordare le difficoltà del comparto turistico (alberghi, ristoranti ma anche commercio), dove ad esempio una parte consistente dei contratti di lavoro stagionali non sono stati attivati. Gli ingenti interventi messi in campo dal governo, a partire dalla cassa integrazione (in regione sono state autorizzate oltre 38 milioni di ore nei primi sette mesi dell’anno) fino al blocco dei licenziamenti, hanno comunque contribuito a limitare le ricadute negative sull’occupazione.
Gli inattivi sono in aumento
Il numero di persone in cerca di occupazione in Fvg nel secondo trimestre del 2020 supera di poco le 29.000 unità, in diminuzione sia su base tendenziale (nello stesso periodo dello scorso anno era pari a 32.300) sia rispetto al trimestre precedente (33.400 unità). Il tasso di disoccupazione regionale nel secondo trimestre è sceso al 5,5%, ma per la componente femminile si attesta al 7,6%. Il numero di inattivi in età lavorativa (220.500 tra 15 e 64 anni), ossia coloro che non sono occupati e nemmeno sono attivamente alla ricerca di un nuovo impiego, risulta al contrario in forte aumento rispetto al primo trimestre dell’anno, quando era pari a 211.600 (quasi 9.000 unità in più). Per comprendere tali dinamiche contrapposte bisogna considerare che le limitazioni legate al periodo di lockdown hanno per mesi reso molto difficile, se non quasi impossibile, la ricerca di un’occupazione, per effetto dei maggiori carichi familiari (soprattutto per le donne con figli, a seguito della chiusura delle scuole), delle forti restrizioni agli spostamenti, del blocco dell’attività di molti settori produttivi.
Nota metodologica
La Rilevazione Continua sulle Forze di Lavoro condotta dall’Istat ha risentito degli ostacoli che l’emergenza sanitaria ha posto alla raccolta dei dati. L’Istat ha comunque sviluppato delle azioni correttive che hanno permesso di elaborare e diffondere i dati relativi al primo semestre 2020; l’Istituto sottolinea pertanto il carattere provvisorio di tali stime, che potranno subire revisioni sulla base di ulteriori analisi e della progressiva estensione e completamento delle informazioni disponibili.
In calo le aperture di Partite Iva
Nel primo semestre del 2020 in regione sono state aperte quasi 4.000 Partite Iva, un dato inferiore del 22,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso; a livello nazionale si è registrato un calo leggermente più accentuato (-23,9%). Tale dinamica negativa è stata condizionata pesantemente dall’emergenza sanitaria; in particolare nel mese di aprile la diminuzione è stata pari a -57,6% a livello regionale e -59,8% nel contesto italiano.
A livello territoriale il numero di nuove aperture di Partite Iva mostra una flessione superiore al 20% nelle province di Udine (-24,8%) e Pordenone (-28%), mentre in quelle di Trieste (-15,4%) e Gorizia (-13,4%) le variazioni sono molto più contenute. Si ricorda che i dati statistici relativi alle aperture delle nuove Partite Iva di imprese e professionisti sono quelli comunicati all’Amministrazione finanziaria e memorizzati nelle banche dati dell’Anagrafe Tributaria. Le informazioni riguardanti le chiusure non vengono invece pubblicate perché non significative da un punto di vista economico, in quanto al momento della cessazione dell’attività spesso i contribuenti non adempiono all’obbligo di chiusura della Partita Iva. Ma quello dell’occupazione è solo uno degli aspetti della situazione, infatti sempre nel secondo trimestre, in piena emergenza covid le
vendite estere delle imprese del Friuli Venezia Giulia, come era prevedibile, nel secondo trimestre del 2020 hanno fatto registrare una forte diminuzione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (-26,7%), dopo la lieve flessione del primi tre mesi (-1,3%). Nel complesso il risultato della prima parte del 2020 è pari a una contrazione di circa 1 miliardo di euro su base annua, che equivale a -14,1%. La sintesi è contenuta in una rielaborazione del ricercatore dell’Ires Fvg Alessandro Russo su dati Istat.
Il risultato della nostra regione è in linea con quello del Nordest (-14,3%) e con quello nazionale (-15,3%); solo il Molise (+30,2%) e la Liguria (+3,7%), nel confronto con il primo semestre 2019, hanno evidenziato una variazione positiva. La dinamica dell’export nel secondo trimestre 2020 è stata infatti pesantemente condizionata dagli effetti economici che l’emergenza Covid-19 ha avuto nel mese di aprile, nonostante la diffusa ripresa dei due mesi successivi.

Tornando al contesto regionale, sempre nel primo semestre di quest’anno si riscontra una notevole diminuzione anche delle importazioni regionali (-21,9%), tanto che l’avanzo commerciale è rimasto quasi invariato (pari a circa 3 miliardi di euro).

Solo in provincia di Trieste si registra un incremento

Scendendo nel dettaglio dei settori si può osservare che i principali comparti di specializzazione dell’economia regionale registrano dei pesanti passivi: in particolare la siderurgia (-19,2%), la meccanica strumentale (-27,7%) e la produzione di mobili (-24,3%). Tra i pochi comparti in controtendenza si possono menzionare la produzione di computer, apparecchi elettronici e ottici (+29,1%, ma nello specifico le apparecchiature per le telecomunicazioni fanno segnare un aumento del +51,9%) e la cantieristica navale (+37,8%).

A livello territoriale solo la provincia di Trieste presenta una variazione positiva (+3,9%, grazie all’andamento delle vendite di navi e imbarcazioni e di apparecchiature per le telecomunicazioni), mentre nel resto della regione si osservano risultati decisamente negativi: Pordenone -20,9%, Udine -18,6% e Gorizia -13,8%.

Diminuiscono i flussi verso i principali partner commerciali

In merito alle destinazioni geografiche dell’export delle imprese regionali si osservano infine delle diminuzioni in corrispondenza dei principali partner commerciali; in particolare verso la Germania (-22,5%), la Francia (-23,8%), l’Austria (-12,3%), il Regno Unito (-30%). Si registrano al contrario dei valori positivi per quanto riguarda gli Stati Uniti (+7,9%, un andamento condizionato dal settore della cantieristica navale) e i Paesi Bassi (+38,7%, grazie all’andamento del comparto delle apparecchiature per le telecomunicazioni).

Nota metodologica

Le statistiche territoriali sull’export sono state prodotte nel contesto dell’emergenza Covid-19. Mentre la rilevazione sugli scambi extra UE non ha registrato criticità, quella relativa al commercio nell’ambito dell’Unione Europea ha visto un calo delle dichiarazioni degli operatori economici pervenute nei mesi di febbraio, marzo e aprile. Le azioni messe in atto dall’Istat hanno comunque permesso di elaborare e diffondere i dati territoriali del primo semestre 2020, che potranno pertanto essere oggetto di successiva revisione.

Tab. 1 – Esportazioni per trimestre (milioni di euro correnti), FVG 2019-2020

 

2019

2020

Variazione assoluta

Variazione %

1 trimestre

3.621,8

3.576,3

-45,5

-1,3

2 trimestre

3.705,0

2.714,5

-990,5

-26,7

Totale

7.326,8

6.290,8

-1.036,0

-14,1

 

Fonte: elaborazioni IRES FVG su dati Istat

Tab. 2 – Esportazioni per regione (milioni di euro correnti), 2019-2020

 

1° sem. 2019

1° sem. 2020

Variazione assoluta

Variazione %

FVG

7.326,8

6.290,8

-1.036,0

-14,1

Trentino-Alto Adige

4.501,8

3.915,2

-586,6

-13,0

Veneto

32.154,9

27.462,9

-4.692,1

-14,6

Emilia-Romagna

33.037,5

28.352,0

-4.685,4

-14,2

Nordest

77.021,0

66.020,9

-11.000,1

-14,3

Italia

237.777,8

201.413,2

-36.364,5

-15,3

 

Fonte: elaborazioni IRES FVG su dati Istat

Tab. 3 – Esportazioni e importazioni (milioni di euro correnti), FVG 2019-2020

 

1° sem. 2019

1° sem. 2020

Variazione assoluta

Variazione %

Esportazioni

7.326,8

6.290,8

-1.036,0

-14,1

Importazioni

4.273,2

3.337,1

-936,1

-21,9

Saldo Exp-Imp

3.053,6

2.953,7

-99,9

-3,3

 

Fonte: elaborazioni IRES FVG su dati Istat

Tab. 4 – Esportazioni per provincia (milioni di euro correnti), FVG 2019-2020

 

1° sem. 2019

1° sem. 2020

Var.ass.

Var. %

Udine

3.228,1

2.627,7

-600,5

-18,6

Trieste

1.555,5

1.616,4

60,9

3,9

Pordenone

2.031,5

1.606,0

-425,6

-20,9

Gorizia

511,6

440,8

-70,8

-13,8

FVG

7.326,8

6.290,8

-1.036,0

-14,1

 

Fonte: elaborazioni IRES FVG su dati Istat

Tab. 5 – Esportazioni per settore (milioni di euro correnti), FVG 2019-2020

 

1° sem. 2019

1° sem. 2020

Variazione assoluta

Variazione %

Metalli di base e prodotti in metallo

1.648,5

1.332,5

-316,1

-19,2

Macchinari e apparecchiature

1.689,4

1.221,5

-467,8

-27,7

Mobili

728,8

551,9

-176,9

-24,3

Computer, apparecchi elettronici e ottici

377,1

486,8

109,7

29,1

Navi e imbarcazioni

334,8

461,2

126,5

37,8

Articoli in gomma e materie plastiche

407,5

407,1

-0,4

-0,1

Prodotti alimentari, bevande

386,5

366,4

-20,1

-5,2

Apparecchi elettrici

432,8

343,9

-88,9

-20,5

Legno e prodotti in legno; carta e stampa

264,5

241,1

-23,4

-8,9

Sostanze e prodotti chimici

176,5

194,6

18,1

10,3

Prodotti tessili, abbigliamento, pelli, accessori

152,0

119,9

-32,2

-21,2

Coke e prodotti petroliferi raffinati

68,8

54,2

-14,6

-21,2

Articoli farmaceutici, chimico-medicinali

43,0

42,3

-0,7

-1,7

Altri prodotti e servizi

616,6

467,5

-149,1

-24,2

Totale

7.326,8

6.290,8

-1.036,0

-14,1

Totale export escluse navi e imbarcazioni

6.992,0

5.829,6

-1.162,5

-16,6

 

Fonte: elaborazioni IRES FVG su dati Istat

Tab. 6 – Export per Paese di destinazione (milioni di euro correnti), FVG 2019-2020

 

1° sem. 2019

1° sem. 2020

Variazione assoluta

Variazione %

Germania

1.119,9

867,7

-252,2

-22,5

Stati Uniti

780,7

842,4

61,7

7,9

Francia

602,4

459,3

-143,1

-23,8

Austria

396,4

347,8

-48,6

-12,3

Paesi Bassi

224,7

311,7

87,0

38,7

Regno Unito

378,3

264,7

-113,6

-30,0

Cina

230,7

217,4

-13,2

-5,7

Spagna

236,8

199,7

-37,1

-15,7

Polonia

252,6

203,6

-49,1

-19,4

Slovenia

244,1

196,6

-47,5

-19,4

Ungheria

165,8

136,0

-29,8

-18,0

Altri paesi

2.694,5

2.243,8

-450,7

-16,7

Totale

7.326,8

6.290,8

-1.036,0

-14,1

UE 27

4.291,7

3.598,4

-693,3

-16,2

Extra Ue

3.035,0

2.692,3

-342,7

-11,3

 

Fonte: elaborazioni IRES FVG su dati Istat