“La rivoluzione dentro” a Pordenone il 29/5

Martedì 29 maggio alle 18 nella Biblioteca civica di Pordenone in piazza XX Settembre si terrà “La rivoluzione dentro”, incontro pubblico di presentazione del libro dedicato ai 40 anni della legge 180, che restituì il diritto ad avere diritti a chi prima non ne aveva. Interverranno Peppe Dell’Acqua, psichiatra, Giorgio Simon, direttore generale Aas 5 Friuli Occidentale, Gianluigi Bettoli, presidente Legacoopsociali Fvg, Fulvio Tesolin, responsabile Dsm di Pordenone, Francesco Stoppa, curatore del volume. Sono previsti intermezzi musicali conElisa Fassetta al violoncello e Ludovica Borsatti alla fisarmonica, letture di Carla Manzon.

La serata si inserisce nel più ampio cartellone di eventi (tutti ad ingresso libero) dedicati ai 40 anni della Legge 180 del 13 maggio 1978, nota anche come Legge Basaglia, che vede coinvolto un ricco partenariato composto da Cinemazero e Dsm dell’Aas 5 in collaborazione con Comune di Pordenone, Ippogrifo, Cooperative sociali Itaca, Acli, Coop Noncello, Il Seme, Futura, Il Piccolo Principe, Le Nuvole, Artsam-Dopo di noi, Aitsam, Giulia, Fai e l’Acero rosso.

Di seguito una presentazione de “La rivoluzione dentro. Per i quarant’anni della legge 180” scritta da Francesco Stoppa che, oltre ad essere curatore del volume, è responsabile della riabilitazione presso il Dsm di Pordenone.

“Questo libro non parla di una legge e dei suoi destini. Tantomeno vuole esserne una celebrazione. A sollecitarlo è stata invece una domanda che si situa al di qua di tutto questo. Una domanda agli “addetti ai lavori”, decisiva per offrire una testimonianza realmente umana di un fatto che ha cambiato la vita di molti: cosa si è messo in moto a partire da quel 13 maggio 1978, dall’approvazione di quello scarno testo di legge, nella vita professionale e non solo di chi si è occupato o si occupa di salute mentale? In altre parole, dando per scontati i più generali mutamenti di ordine sociale, culturale, clinico, si è prodotta una rivoluzione dentro? E che segni ha lasciato oggi? Sporgersi così a parlare della propria professionalità e umanità, dell’attualità di un certo mestiere e delle sue criticità, porta inevitabilmente a confrontarci con la più urgente, oggi, delle questioni: la trasmissione. Negli ultimi anni stanno andando in pensione, o lo hanno già fatto, quegli operatori che avevano visto sbocciare la riforma basagliana: quanti di essi si interrogano su cosa succederà domani, sui propri lasciti? Hanno saputo o voluto consegnare una cultura, delle pratiche, dei saperi, un’etica? E ancora, si chiedono forse se ci sia, dall’altra parte, qualcuno interessato a raccogliere l’eredità, e come? Alla luce di queste domande, abbiamo chiesto a un certo numero di persone, che in modi diversi hanno avuto o hanno a che fare col lavoro istituzionale, di raccontarci cosa ha rappresentato dentro di loro quella rivoluzione che – ricordiamolo – non aveva come suo fine la sola chiusura dei manicomi, ma il ritorno della città alla sua dimensione civile. Il libro – dedicato a Lucio Schittar, fondatore e ispiratore dei servizi psichiatrici pordenonesi (recentemente scomparso) – raccoglie i contributi di psichiatri, psicoanalisti, filosofi, sociologi, scrittori di fama nazionale (tra essi Eugenio Borgna, Peppe Dell’Acqua, Corrado Pontalti, Antonello Correale, Pier Aldo Rovatti, Pierangelo Di Vittorio, Mauro Covacich). Allo stesso tempo si è voluto far parlare gli operatori del nostro territorio – del dipartimento di salute mentale e della cooperazione sociale – affinché raccontassero, cosa è stata e cosa è oggi, nel quotidiano, la cura della salute mentale. Intervengono poi alcuni amministratori pubblici, aziendali, del Terzo settore che ci spiegano cosa significa “Governare la rivoluzione” (come recita la sezione del volume a ciò dedicata). Il libro, edito dalla Libreria al Segno Editrice, esce nella collana Biblioteca dell’Ippogrifo, ed è corredata dagli scatti di due valenti fotografi friulani, Ulderica Da Pozzo e Fabio Fedrigo”.

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