Le origini della cooperazione

Le prime tracce di organizzazioni cooperative, intese come forma di solidarietà, si trovano fin dalle origini della civiltà.

Alcune testimonianze fanno risalire all’antica Mesopotamia le prime forme cooperative attuate per la coltivazione della terra. Simili forme associative si svilupparono, con l’andar dei tempi, in altre regioni, specie in quelle terre dove piccole comunità erano minacciate da altre vicine più grandi e potenti. L’Uomo, sin da allora, capì che unendo le forze in una direzione comune si otteneva un effetto sinergico con efficacia e risultati migliori.

In Europa, per esempio, già nell’epoca medioevale vediamo presente la forza di associazioni cooperative in Olanda quale momento unificante per le popolazioni che si dovevano difendere dalle inondazioni del mare.

Durante il diciottesimo secolo, alcuni esempi di cooperazione sono presenti in Inghilterra, in Scozia, in Francia ed in particolar modo in Svizzera, dove nel 1770 si forma la “Società frumentaria Herisan” che provvedeva all’acquisto dei cereali per la panificazione.

 

La nascita della moderna cooperazione viene comunque fatta risalire al 24 ottobre 1844 con la fondazione della cooperativa di Rochdale in Inghilterra una località a nord di Manchester che viveva di attività nel settore tessile.

I “probi pionieri”, come vennero poi definiti questi cooperatori, si misero assieme per avviare un’attività alterativa alle forme di impresa privata o statale. In Italia le prime idee cooperative si trovano nel progetto di unità teorizzato da Giuseppe Mazzini, che già del 1836 poneva il lavoro al centro dello sviluppo economico, sociale e morale. Le prime forme associative sono le “società di mutuo soccorso” nate per sopperire ad una carenza di legislazione di carattere previdenziale e sociale di tutela dei lavoratori dipendenti.

Queste organizzazioni nascono direttamente sui posti di lavoro e si distinguono per mestiere. Gli aderenti versano una quota mensile per costituire un fondo comune a cui attingere per l‘erogazione di sussidi vari in base a quanto previsto negli statuti sociali.

Accanto a questi scopi iniziali di previdenza sociale prendono corpo iniziative collaterali nel campo del consumo, come la realizzazione di spacci alimentari, dove vengono venduti a prezzo di costo generi di prima necessità, con l’evidente scopo di difesa del potere di acquisto del salario dalla speculazione commerciale.

Esemplare, a tale proposito, rimane l’esperienza del “magazzino di previdenza” cui dette vita nel 1854 la “Società degli Operai” di Torino, che può considerarsi la prima esperienza di cooperativa italiana. La prima cooperativa di produzione della storia Italiana nasce il 24 dicembre 1856 ad Altare (Savona) con la denominazione “Associazione artistico vetraia”.