Legacoop > BERTINORO – Da fruitori a co-produttori di servizi: più spazio per la cooperazione nel nuovo welfare

Forlì, 10 ottobre 2014 – Da un Welfare re-distributivo ad un Welfare generativo. È questo il passaggio che il nostro Paese deve compiere. Un salto grazie al quale le persone che usano i servizi contribuiscono a produrli, passando da fruitori passivi o da consumatori di servizi a co-produttori. Insomma: l’ideazione, l’implementazione e la valutazione del servizio devono essere il risultato di un processo collaborativo in cui le persone destinatarie dei servizi contribuiscono alla loro produzione.

 

È questo il messaggio del convegno introduttivo con cui si sono aperti oggi i lavori delle Giornate di Bertinoro, l’appuntamento annuale organizzato da Aiccon, al quale hanno partecipato il presidente di Legacoop nazionale Mauro Lusetti; Gian Paolo Barbetta, Università Cattolica del Sacro Cuore; Giovanna Melandri, Presidente Human Foundation; Stefano Zamagni, Università di Bologna e Giorgio Alleva, Presidente dell’Istat.

 

“Il gap tra bisogni emergenti e sistema di welfare strutturato – ha spiegato Lusetti – appare crescente. Servono nuove policy e l’apertura di spazi imprenditoriali per rendere il sistema  di welfare, oramai solo per un terzo supportato da risorse pubbliche, coerente con una società in cambiamento. La cooperazione dispone delle competenze per dare una risposta all’altezza di questa sfida potendo contare sia su chi è in grado di organizzare la domanda (ad esempio le mutue diffuse sul territorio) sia su chi opera sul lato dell’offerta, a partire dalle grandi esperienze in campo assicurativo, dalle cooperative sociali, dalle cooperative tra medici ed operatori sanitari”.

 

Secondo Paolo Venturi, direttore di Aiccon “Il cambiamento in atto nel sistema di welfare passa  da un ripensamento dell’agire della pluralità di soggetti che sono chiamati a co-produrre servizi di pubblica utilità per le comunità, mettendo insieme mezzi e fini della loro azione, ovvero co-operando per la costruzione di un nuovo welfare”. All’interno di questo paradigma economico, il movimento cooperativo italiano gioca un ruolo fondamentale perché intrinsecamente predisposto alla co-produzione come modalità di azione per lo sviluppo e l’innovazione sociale.

 

Secondo gli ultimi dati, in Italia ci sono 80.533 cooperative che rappresentano quasi l’8% del PIL e che erogano servizi socio-sanitari e di welfare a 7 milioni di persone (Fonte: Alleanza delle Cooperative Italiane). Un contributo significato proviene anche dall’apporto delle 12.570 cooperative sociali diffuse in tutte le aree del Paese con una presenza rilevante anche nel Mezzogiorno (43%) che danno lavoro a 513.052 persone di cui il 28% è rappresentato da under 35, il 75% è donna ed il 63% è assunto a tempo indeterminato.