Patto per l’export, Alleanza delle cooperative: molto bene rifinanziamento 400 milioni fondo Simest, ora agire in modo tempestivo

“Apprezziamo molto il rifinanziamento per 400 milioni del fondo per l’export gestito da Simest, ai quali verrebbero a sommarsi, grazie al Decreto Cura Italia, ulteriori 70 milioni di euro per il cofinanziamento a fondo perduto degli strumenti creditizi agevolati concessi da Simest alle imprese. È necessario agire in modo tempestivo”.

Ad affermarlo è il Presidente dell’Alleanza delle Cooperative, Mauro Lusetti, anche a nome dei Copresidenti Maurizio Gardini e Giovanni Schiavone, in occasione della firma del Patto per l’Export.

“Condividiamo i pilastri strategici contenuti nel Patto -ha sottolineato Lusetti- ed apprezziamo, in particolare, la proposta di un programma strategico di attività promozionali nelle grandi catene distributive internazionali, soprattutto per la promozione delle filiere italiane dei prodotti agroalimentari: confermiamo la nostra disponibilità a coinvolgere i grandi gruppi distributivi cooperativi, per mettere a disposizione la loro expertise e la loro rete di distributori internazionali”.

Resta invece aperto, a giudizio dell’Alleanza delle Cooperative, il problema della crisi che stanno attraversando, nel nostro paese come all’estero, le imprese del canale HoReCa, che si è tradotta in ingenti perdite anche per quelle cooperative operanti nella ristorazione che hanno delle proprie sussidiarie all’estero. “Per questo -ha detto Lusetti- chiediamo misure compensative immediate, in particolare l’attivazione di uno sconto fiscale temporaneo per evitare la chiusura di molte imprese che avrebbe un impatto pesante sull’occupazione”.

Altro tema da affrontare, quello delle barriere di natura tariffaria e non tariffaria. “Le nostre imprese -ha affermato Lusetti- hanno bisogno di un segnale chiaro per quanto concerne sia la ratifica degli accordi internazionali di libero scambio già sottoscritti dall’UE, sia la rimozione degli ostacoli, ad esempio di natura fitosanitaria, ancora presenti e rimessi agli interventi di natura bilaterale”.

“Per concludere -ha sottolineato il Presidente dell’Alleanza- ci aspettiamo che le misure del Patto vengano estese a tutte le filiere, sia produttive che dei servizi, concentrando le energie verso la riattivazione delle filiere più importanti con il criterio dell’impatto sull’export, favorendo nel breve termine le più pronte a rispondere alle attuali sfide per poi aprire gradualmente a tutte le altre. Oltre al settore agroalimentare, le strategie di internazionalizzazione del Sistema Paese dovranno considerare, nell’immediato, le filiere del turismo, dell’arte e della cultura per le quali il perdurare della crisi fino alla fine del 2020 potrebbe tradursi in una perdita di fatturato (e quindi di occupazione) finanche dell’82,7%; le filiere del settore industriale o delle costruzioni e della progettazione, che in questa fase di lockdown hanno continuato ad operare all’estero garantendo redditività e continuità all’economia del nostro Paese; le filiere dei servizi assistenziali rivolti alla cura della persone, che esportano il nostro modo di intendere il welfare, soprattutto nei Paesi a Sud del mondo”.