Presentato libro-documentario ‘Portis. La memoria narrata di un Paese’

E’ stato presentato, nel municipio di Venzone, il libro-documentario “Portis. La memoria narrata di un Paese” curato da Stefano Morandini e Donatella Cozzi.

Presente accanto al sindaco di Venzone e presidente dell’associazione terremotati e sindaci della ricostruzione del Friuli Fabio Di Bernardo, il vicepresidente di Legacoop Fvg Roberto Sesso.

“Alla realizzazione di questo libro – ha detto Sesso – Legacoop Fvg ed Assicoop Fvg hanno creduto sin da subito, non facendo mancare il loro sostegno. Essere presenti in questo borgo, in questo palazzo ed in questa sala, mi rende orgoglioso di essere cittadino di questa regione”.

Sesso ha ricordato i dati del sisma del 1976 che ha causato la morte di 990 vite umane, la distruzione di 18.000 abitazioni e il danneggiamento di 75.000. Ha riportato alla memoria i 100.000 sfollati e i danni al territorio e all’economia: “non dimentichiamoci di questi dati, della dimensione drammatica del fenomeno, per poter analizzare la “reazione” ovvero la gestione dell’emergenza, la programmazione cioè le scelte politiche che seppero trasformare in azioni e norme la volontà del “prima le fabbriche e poi le case”, ponendo le basi alla ricostruzione, la ripartenza con l’apertura dei cantieri e la rinascita socio-economica riconosciuta quale modello in tutto il Mondo. Non scordiamoci delle donne e degli uomini di questi paesi, che lottando e proponendo con la dialettica fecero prevalere l’ottimismo della volontà”.

“Non ignoriamo il fatto che in quei giorni febbrili di 42 anni or sono, la solidarietà fu unanime ed il movimento cooperativo non si tirò indietro – ha aggiunto – con l’invio spontaneo o organizzato di centinaia di uomini, mezzi e risorse economiche. Dal territorio, prima di tutto, nacque la voglia di risollevarsi adottando anche il modello cooperativo, come previsto dalla lungimirante legislazione regionale per la ricostruzione”.

Sesso ha ricordato l’esperienza della cooperativa “Nuova Portis” costituita il 15 dicembre 1978 che costruì un nuovo abitato corrispondente alle esigenze economiche, culturali e sociali della contemporaneità, ma senza disperdere quei tratti tipicamente paesani, come gli orti, i porticati e i giardini.

“Il mio plauso va a chi allora credette nella cooperazione quale volano per la ricostruzione, ai soci ed ai famigliari della Cooperativa “Nuova Portis” – ha prosegito Sesso -. L’auspicio è che anche grazie a questo libro/documentario la memoria dei padri non cada nell’oblio e che la speranza nel domani ci proietti verso le nuove forme di impresa cooperativa, sfruttando, perché no, le potenzialità date dai flussi turistici della ciclovia Alpe – Adria in modo che la “nuova” e la “vecchia” Portis possano diventare musei vivi e a cielo aperto di quello che accadde e di come un popolo anche cooperando seppe rifiorire”.

All’incontro erano presenti, fra gli altri, anche Franco Iacop presidente del Consiglio regionale del Fvg, Stefano Grimaz delegato del rettore dell’Università degli studi di Udine
per l’Edilizia, Strumentazione prevenzione, protezione e sicurezza e i curatori del volume.

 

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