Progetti europei – Progetto SEA

Il progetto Sea (Social Economy Agency) è finanziato dal Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007/2013 e si propone di trovare, nell’area di confine italo-slovena, nuovi mercati e possibilità di sviluppo in ambito sociale, creando opportunità di lavoro e migliorando, più in generale, la qualità e la quantità dell’inclusione lavorativa di persone svantaggiate.

Per raggiungere questi obiettivi verrà attivata una specifica “Agenzia transfrontaliera per lo sviluppo dell’economia sociale” che avrà sede nell’ex valico del Rafut, a Gorizia.

Fra i partner di Sea rientrano la capofila Legacoop Fvg, Confcooperative Fvg, le Province di Gorizia, Ravenna, Rovigo e Udine, l’Università di Lubiana, l’Agenzia slovena governativa per l’occupazione Zavod RS, Sentprima, Finreco, il Comune di Gorizia oltre a Legacoop Veneto e Legacoop Ravenna.

Sea punta, in primo luogo, a rafforzare le relazioni fra i soggetti pubblici italiani e sloveni e fra questi e il privato no profit armonizzando le differenze, ad esempio normative, e attivando una rete fra i soggetti coinvolti. Tali sinergie porteranno all’individuazione di nuovi bacini di impiego e nuove strategie di inserimento per i soggetti svantaggiati migliorando in questo modo l’inclusione lavorativa. Parallelamente il progetto intende anche rafforzare l’impresa sociale come strumento attivo per l’inserimento lavorativo (anche in un Paese come la Slovenia, nel quale tale tipologia di impresa rappresenta un fenomeno nuovo). È inoltre in programma la costituzione di un fondo finanziario transfrontaliero volto appunto a favorire la creazione e lo sviluppo di nuove realtà imprenditoriali operanti nel sociale.

Tre le principali azioni previste all’interno di Sea, oltre alla creazione dell’“Agenzia transfrontaliera per lo sviluppo dell’economia sociale”, che verrà costituita come cooperativa europea e sarà una struttura permanente, rientra l’attivazione di una rete di servizi dedicata all’inclusione lavorativa di soggetti svantaggiati (attività di competenza delle Province partner) e la mappatura del territorio per l’individuazione di nuovi bacini di impiego.

Il costo complessivo degli interventi sarà di circa 1milione 345mila euro e il target di riferimento sarà composto prevalentemente da giovani fra i 15 e i 29 anni che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi di formazione.

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