Richieste del movimento cooperativo alla Regione, lettera del presidente ACI FVG Nanino all’assessore attività produttive e turismo

 

L’Alleanza delle Cooperative del FVG (coordinamento costituito da AGCI, Confcooperative e Legacoop, rappresentativo della grande maggioranza delle imprese cooperative regionali) ha trasmesso all’assessore attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini, una nota con proposte e richieste di interventi necessari per il sostegno alle imprese cooperative regionali. Questo sia a contrasto dell’emergenza da Covid-19 sia in previsione della fase post-emergenziale. “In premessa alle proposte di seguito presentate – si legge nella lettera – si sottolinea come si ritenga indispensabile utilizzare tutti i non pochi strumenti ordinari a disposizione dell’Amministrazione Regionale prima di individuare delle nuove linee di intervento, che evidentemente necessiterebbero di tempi lunghi per la loro deliberazione, avviamento ed entrata a regime, rischiando di non essere compatibili con le necessità più urgenti del sistema delle imprese in questo contesto”. In sintesi, si propone di attivare, promuovere, accelerare tutti quei canali di contribuzione e supporto alle imprese che sono attualmente in fase di istruttoria e/o verifica delle rendicontazioni da parte degli uffici dell’Amministrazione Regionale. “Un intervento di tale portata – afferma ACI FVG – potrebbe già fornire una importante iniezione di liquidità per le imprese regionali”.
Il documento della cooperazione avanza alcune proposte di intervento, evidenziando tre ambiti. Il primo riguarda le misure straordinarie per il sostegno alla liquidità, con la richiesta dell’immediata erogazione delle somme relative a contributi concessi e/o domande di contributo presentate – in tutti i settori e per tutte le esigenze e capitoli di spesa – sia per quanto riguarda gli acconti dell’anno 2020 che per quanto riguarda i saldi dell’anno 2019, a fronte di rendicontazioni già presentate.
Il secondo è relativo agli interventi fiscali straordinari, con la richiesta della sospensione o decurtazione percentuale (per fasce di fatturato e per almeno un anno) del pagamento dei tributi locali e regionali. In particolare, per i settori turistico, culturale e del trasporto persone (trattandosi di tre settori particolarmente colpiti) si propone anche di prevedere in via straordinaria l’azzeramento dei versamenti dell’IRAP dovuti nel 2020.
Il terzo è relativo ad incentivi per la riconversione di attività industriali nella produzione di DPI: si tratta di agevolare l’avvio di nuove attività manufatturiere attraverso interventi sull’acquisto del know-how necessario (strumentazione, macchinari, brevetti). A questo proposito, riguardo la carenza di dispositivi DPI di vario genere, ACI FVG auspica che la gestione e distribuzione dei dispositivi, mascherine in primis, venga gestita unicamente dal governo regionale, anche con la requisizione del materiale. Dovrebbe essere poi cura dell’ente preposto la distribuzione, per ordine di priorità. Questo, si spiega nella nota, al fine di evitare speculazioni, aggravi di costi, disparità di approvvigionamento e trattamento, basati a volte su grandezza e scaltrezza delle imprese più che su reale necessità.
Inoltre, è necessario dare sostegno agli investimenti tecnologici aziendali. Dovendo immaginare di concedere contributi, questa potrebbe essere la fase ottimale per incentivare la digitalizzazione delle imprese e la diffusione del lavoro agile da remoto (compreso lo smart working), prevedendo bonus o crediti di imposta per le aziende che investono in questo campo.
Sono poi indicate alcune misure straordinarie di prospettiva per favorire la ripresa economica al termine dell’epidemia e per il sostegno ai settori maggiormente colpiti. In particolare, ACI FVG propone:
Sostegno economico una-tantum per il 2020 per il mantenimento dei livelli occupazionali aziendali;
Incremento dei bonus per le assunzioni e stabilizzazioni al fine di favorire l’occupazione nei mesi successivi al termine dell’emergenza Coronavirus;
Interventi straordinari per il sostegno alla promozione delle filiere e cluster agroalimentari regionali.
Inoltre, ai fini di agevolare la liquidità nelle piccole imprese, ACI FVG propone di prevedere una assunzione di garanzie da parte dell’Amministrazione Regionale sui finanziamenti bancari richiesti dalle imprese di limitate dimensioni, che non sono in grado di accedere al credito bancario a causa del proprio rating.
Ultimi temi trattati, non certo per importanza, le Politiche del lavoro e gli appalti.
Sul primo tema, emerge con chiarezza e forza dal mondo della cooperazione la richiesta alla Regione di provvedere all’anticipazione degli ammortizzatori che altrimenti rischiano di avere impatto devastante sulla liquidità delle imprese. In questo particolare frangente, scrive il presidente ACI FVG Livio Nanino, “le nostre associate ci sollecitano per avere sostegno sull’attivazione degli ammortizzatori in deroga, per la gestione della criticità contingente. Chiediamo la semplificazione delle procedure per l’attivazione delle richieste (atte a ridurre i tempi delle sottoscrizioni degli accordi sindacali) e di prevedere una dotazione finanziaria adeguata per la cassa in deroga, per la parte di competenza regionale. L’anticipazione salariale da parte dell’impresa ai lavoratori sospesi, totalmente o parzialmente, costituirà un problema estremamente serio per molte imprese in questa fase”.
Per questo motivo ACI FVG propone l’anticipazione all’azienda, da parte dell’Amministrazione regionale, degli importi dovuti per l’erogazione anticipata degli ammortizzatori o, in alternativa, di introdurre una procedura semplificata per permettere che il pagamento del sostegno al reddito avvenga in tempi rapidi direttamente ai lavoratori, sgravando le aziende da problemi di liquidità viste le scarse risorse causa i mancati incassi. Inoltre, si chiede di prevedere la possibilità di attivazione di cassa in deroga anche per quelle aziende che esauriranno il FIS (fondo di integrazione salariale) nei primi mesi dell’anno causa Covid-19 (es.: asili, doposcuola, educatori, personale socio-assistenziale che nel periodo estivo non avranno attività ma che avranno già consumato FIS e ammortizzatori in questa fase).
Per quanto riguarda gli appalti, il documento sottolinea la necessità che la Pubblica Amministrazione eroghi in continuità agli enti gestori gli importi previsti dai contratti in essere e già appostati a bilancio, anche in regime di sospensione o chiusura delle attività. In subordine, si raccomandano indicazioni regionali alle stazioni appaltanti e agli enti locali circa l’utilizzo degli strumenti previsti dal Codice dei Contratti relativamente a servizi aggiuntivi e supplementari, per recuperare gli importi contrattuali non erogati durante la fase emergenziale.