Sondaggio SWG-Legacoop: 63% italiani contrario a patrimoniale, il 26% disponibile ad acquisto titoli di Stato

Il 63% degli italiani è contrario ad una tassa di scopo, proporzionale rispetto al reddito, per sostenere la ripresa economica del Paese post Coronavirus, contro un 30% disposto ad accettarla ed un 7% che non si pronuncia.

Il dato emerge dalle risposte ad un sondaggio condotto, alla fine della scorsa settimana, nell’ambito dell’Osservatorio Coronavirus nato dalla collaborazione tra SWG e Area Studi Legacoop per testare opinioni e percezioni della popolazione di fronte ai problemi determinati dall’emergenza in corso.

Oltre alla domanda riguardante l’ipotesi di ricorrere ad un’imposizione fiscale ad hoc, agli intervistati è stato chiesto quali iniziative sarebbero disposti a sostenere personalmente per favorire la ripresa. Il 39% ha risposto di non essere disponibile a sostenere nessuna iniziativa, in quanto il sostegno alla ripresa del Paese è compito dello Stato, mentre il 27% ha espresso la disponibilità a finanziare progetti territoriali finalizzati al sostegno delle famiglie e delle persone in difficoltà (percentuale che sale al 34% nella classe di età 18-34) ed il 26% ad acquistare titoli di Stato a lunga scadenza (il 32% tra gli ultra cinquantacinquenni). La percentuale più elevata di chi pensa che il finanziamento della ripresa spetti esclusivamente allo Stato si registra nella classe di età 35-54 anni (43%), mentre il valore più basso (35%) nella fascia 18-34 anni.

“È allo Stato che in questa situazione di difficoltà i cittadini italiani chiedono di fornire le risposte necessarie”, ha commentato Mauro Lusetti, Presidente di Legacoop. “I risultati dei nostri sondaggi -sottolinea- mostrano la richiesta di un ruolo attivo del pubblico. Tuttavia, se chiamata in causa per concorrere finanziariamente ad affrontare la crisi, è evidente che la maggior parte dell’opinione pubblica rigetta l’ipotesi di una tassa di scopo. Piuttosto, occorre far leva sulla generosità e il senso civico degli italiani rispetto alle proprie comunità. In questo senso leggiamo la alta predisposizione dei giovani a finanziare progetti sociali a livello territoriale e un ampio sostegno, in particolare nella fascia più matura, per un ‘prestito nazionale’ volontario. In entrambe queste direzioni, la cooperazione avanzerà proposte concrete per stimolare i decisori pubblici e per contribuire alla ricostruzione del paese”.

Ai soggetti del campione sondato è inoltre stato chiesto, con la possibilità di dare tre risposte, di indicare quali settori produttivi ritengano che debbano essere maggiormente sostenuti in quanto parte del patrimonio nazionale. Il settore più indicato è stato quello della cultura e turismo (55%), seguito da agroindustriale (42%), artigianato (40%), manifatturiero (36%), terziario e servizi e commercio (24%), solidarietà e assistenza sociale (22%).

“Ripetiamo da anni -ha concluso Lusetti- che la cultura e il turismo sono una risorsa fondamentale per l’economia italiana: adesso è il momento di dimostrarlo. Se si ritiene che questi settori sono essenziali per la futura ripresa e la coesione sociale, non basta permettere alle librerie di riaprire: occorre investire e predisporre misure a tutela di questo patrimonio nazionale di esperienze imprenditoriali e dei lavoratori che lo animano”.