Legacoop > Cooperativa Cmc di Ravenna, grandi opere, innovazione tecnologica e mercati esteri per affrontare la crisi

10 febbraio 2013 – Il mercato italiano delle costruzioni si è ridotto del 40% circa con pesanti riflessi su imprese e occupazione. L’esempio della cooperativa Cmc di Ravenna dimostra però che affrontare la crisi è possibile orientando le scelte verso l’innovazione tecnologica ed il presidio territoriale del mercato.

 
L’assemblea dei soci della cooperativa Cmc di Ravenna, l’8 Febbraio,  ha approvato il Budget 2014 e il Piano 2014-2016, dal quale si apprende che nel 2013 il gruppo Cmc, ha fatturato circa 1 miliardo di euro, in crescita rispetto al 2012 e nel prossimo triennio, il fatturato annuo della Cooperativa, trascinato dalle attività all’estero, è previsto si attesti  attorno a 1,2 miliardi di euro.

 
I ricavi, così come il portafoglio ordini di quasi 3 miliardi di euro, è realizzato per quasi il 60% all’estero: Africa Australe, Estremo Oriente, Algeria, Cina, Bulgaria, Cile, India, Nepal, Libia e USA.
“Dal 2008 ad oggi –ha commentato l’Amministratore Delegato, Dario Foschini– il mercato italiano delle costruzioni si è ridotto del 40% circa con pesanti riflessi su imprese e occupazione. Grazie al rilevante portafoglio ordini e all’efficienza nelle costruzioni di grandi opere infrastrutturali, -spiega- siamo riusciti a concludere anche il 2013 con volumi in crescita, un risultato economico soddisfacente e stabilità occupazionale. In questi anni, abbiamo contrastato la crisi con l’ingresso in Italia nelle concessioni autostradali ed espandendo le nostre attività all’estero, anche entrando in nuovi mercati: dopo l’ingresso in USA, saremo presenti anche in Cile ed in India dove parteciperemo alla realizzazione di impianti idroelettrici”.
A fine 2013 il personale complessivamente occupato nel gruppo Cmc, in Italia e all’estero, era di 7.187; i soci cooperatori erano 410.

 
“Il settore delle costruzioni – ha detto il Presidente, Massimo Matteucci – affronta una condizione che alcuni non esitano a definire “post-bellica”. Per questo occorre attivare un percorso di “ricostruzione” per superare una condizione di crisi che negli ultimi anni ha profondamente cambiato tutti gli attori del settore: imprese, committenti, comunità finanziarie. Nonostante questo quadro difficile, la nostra cooperativa continua a dimostrare una buona solidità e capacità di mantenersi nella fascia alta delle imprese di costruzioni, sia in Italia che all’estero, grazie alla propria capacità di innovazione tecnologica e di presidio territoriale del mercato.”